Fiscalità e leasing strumentale

LEASING STRUMENTALE

Il leasing finanziario è una tipologia di finanziamento molto utilizzata dalle imprese che vogliono rinnovare i propri beni strumentali ed aumentare la loro produttività. L’ultima legge di bilancio, ha esteso per tutto il 2018 agevolazioni fiscali come il superammortamento e l’iperammortamento, che rendono la sostituzione di macchinari o attrezzature ancora più vantaggiosa per le imprese. Ma di cosa si intende quando si parla di leasing finanziario? Il leasing è un prodotto finanziario finalizzato all’acquisizione di un bene strumentale per la propria attività, a fronte del pagamento di un canone periodico e con un’opzione di riscatto al termine del contratto.

I soggetti convolti nel leasing finanziario sono 3
• La banca o la società finanziaria che acquista il bene su indicazione dell’impresa
• Il fornitore che produce o vende il bene indicato dall’impresa
• L’impresa (utilizzatore) che usufruisce del bene durante la durata del contratto

Le principali caratteristiche del contratto di leasing finanziario sono
• L’attività di leasing può essere svolta solo da una Banca o da una società finanziaria iscritta all’albo degli intermediari finanziari
• L’obbligo di acquisto o restituzione del bene da parte dell’impresa a scadenza contratto
• L’opzione finale di acquisto del bene a favore dell’impresa ad un prezzo prestabilito
• L’impresa si assume tutti i rischi riferiti al bene

Vediamo di seguito quali sono i maggiori vantaggi del leasing finanziario per le imprese
• Capacità di spesa: consente una disponibilità immediata del bene senza impiegare capitali propri
• Fiscali ed economici
• Deducibilità del canone ai fini IRES e IRAP (esclusa la quota interessi)
• Possibilità di dedurre il costo in un minore periodo di tempo
• Opzione fine contratto: A fine locazione è possibile acquistare o restituire il bene.

FISCALITÀ

Ci sono ancora fondi Sabatini? In che modo è possibile avere accesso a super e iperammortamento? In tema di incentivi, in questo periodo dell’anno, sono queste le domande su cui si interrogano le piccole e micro imprese impegnate nella pianificazione degli investimenti relativi all’ultima parte dell’anno. Anche se le misure poste in atto dal governo con il Decreto Crescita sono ormai note a tutti, è utile focalizzarsi su come dovranno essere gestiti gli investimenti posti in atto nei prossimi mesi, con particolare attenzione a quelle operazioni che vedranno la loro conclusione nel 2020. Per quanto riguarda la Sabatini i fondi copriranno tendenzialmente le richieste fino alla fine dell’anno, quindi meglio affrettarsi per evitare sorprese, ma la modalità non cambia. Il Cliente dovrà inviare alla Banca tramite PEC la richiesta compilata e firmata digitalmente. La compilazione avverrà on-line sul sito del MISE. Un punto d’attenzione: ogni atto riguardante l’investimento (anticipi a fornitore, esito della pratica, conferme d’ordine al fornitore) devono essere successivi alla domanda. Da ricordare che la Sabatini 2019 prevede un nuovo tetto massimo di investimento posto a 4 milioni (per dare nuovamente accesso all’incentivo a chi negli anni aveva già utilizzato tutto il plafond fino a 2 milioni) e che l’erogazione dei fondi è stata semplificata per gli investimenti fino a 100.000,00 € dando la possibilità di ottenere gli incentivi in una sola soluzione.

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